Advertising Break: Nestlé e i diritti delle donne indiane

Advertising Break: comunicare con la creatività.

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Nestlè

L’Advertising Break di questa settimana vola in India per dare spazio ad una pubblicità sociale realizzata dall’agenzia di marketing e comunicazione K & L Arms Communication di Gurgaon.

Il lavoro è stato commissionato dalla Nestlé, multinazionale elvetica che distribuisce numerosi prodotti alimentari in tutto il mondo.

In passato la Nestlé è stata accusata di sfruttare la manodopera minorile, proveniente dall’Africa, per farla lavorare, in condizioni disumane, nelle piantagioni di cacao. Lavoro gratuito, poco cibo, impossibilità di riposare e soprattutto uso della violenza per incentivare il lavoro sono solo alcuni dei capi di accusa che hanno messo a dura prova la reputazione aziendale.

Per placare le polemiche, l’azienda ha sottoscritto un accordo (protocollo sul cacao) dove si impegnava a non utilizzare più manodopera minorile per produrre la materia prima utilizzata durante i cicli di produzione.

Secondo voci di corridoio, questo accordo non è stato assolutamente rispettato, e forse per questo l’impresa elvetica ha pensato bene di migliorare la propria immagine aziendale con una comunicazione che tutela i diritti dei più deboli.

L’iniziativa sociale della Nestlé è quella di salvaguardare il diritto allo studio delle donne indiane che in molti casi viene negato per mancanza di risorse economiche.

Nell’immagine che ho selezionato per voi, ci sono 5 tessere del gioco del domino dove sono rappresentate le 5 fasi più importanti dell’esistenza di una donna indiana.

Le tessere possono essere buttate giù soltanto con la cultura e per questo è “sufficiente” un libro per creare quell’effetto a cascata fondamentale per cambiare la vita di ogni donna indiana.

Il lavoro è completato dal logo aziendale, collocato stranamente a sinistra e non a destra, e dal consueto hashtag (#educatethegirlchild) che consentirà di monitorare l’intera iniziativa.

Un lavoro ben eseguito ma che lascia alcuni dubbi sulla reale finalità della campagna commissionata dalla Nestlé. Sarà davvero un’iniziativa di solidarietà o è l’ennesimo tentativo di salvaguardare gli interessi del brand?

Voto: non giudicabile.

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