Advertising Break: I preservativi Okamoto.

Advertising Break:comunicare con la creatività.

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Questa settimana l’Advertising Break fa un bel tuffo nel passato con questa pubblicità del 2010 realizzata dall’agenzia di comunicazione Nexogen di Singapore.

L’azienda che ha commissionato il lavoro è l’Okamoto,impresa giapponese che produce preservativi e prodotti per il benessere del proprio corpo.

L’offerta commerciale relativa ai condom è abbastanza variegata in quanto sul mercato ci sono ben quattro linee di prodotto con diverse varianti.

In questa immagine pubblicitaria che ho selezionato per voi c’è la serie 003 versione Platinum.

Il prodotto, in bella mostra in basso al centro, è affiancato da una parte testuale e da una parte grafica.

La parte testuale,ovvero lo slogan pubblicitario,evidenzia le proprietà del preservativo mentre la parte grafica evoca nelle nostre menti l’organo riproduttivo maschile (combinazione dello 0 e del 3 n.d.r).

Invece lo sfondo è di un colore molto tenue tendente al rosa per richiamare le tonalità della pelle umana( caso di razzismo? )

Tutto il lavoro si regge sul concetto di minimal design in quanto non ci sono ulteriori elementi che arricchiscono la comunicazione.

La pubblicità non presenta errori grafici,ma complessivamente lascia molto a desiderare.

Infatti,oltre al possibile caso di razzismo,il disegno dell’organo maschile è abbastanza volgare per un’azienda internazionale. Inoltre la confezione del prodotto stona completamente con il contesto grafico realizzato dalla stessa agenzia.

È una pubblicità poco efficace che non lascia spazio alla creatività. Per questo la boccio con un sonoro tre.

Voto:3.

2 thoughts on “Advertising Break: I preservativi Okamoto.

  1. Giudizio severo questa volta, caro Angelo 🙂

    Non ti do torto però, non è un granché. Mi pare un tentativo maldestro di coniugare un aspetto calligrafico-concettuale (la tonalità di sfondo ricorda una pergamena, i tratti in nero essenziali) con un linguaggio grafico da manga di seconda categoria, stilizzato e volgarotto.
    Concordo anche sulla totale incoerenza dell’insieme con la confezione del prodotto, che è relegata a una posizione marginale – e forse per questo ancora più stonata.
    Lo slogan “nothing feels like everything” non mi dice nulla: intendono dire che è così confortevole che non dà l’impressione di difendere il “tutto” per eccellenza, cioè la salute? Boh, troppo concettoso.
    Voto: 003 – che calza a pennello (anzi, dato il prodotto, a qualcos’altro, che non posso scrivere, ma fa rima) 🙂

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