Advertising Break: Le donne del Medio Oriente…

Advertising Break:comunicare con la creatività.

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rivoluzione

Nel 2012 Amnesty International diffuse questa comunicazione cartacea per difendere i diritti delle donne del Medio Oriente che spesso rinunciano alla propria libertà per rispettare le regole della cultura islamica.

Nonostante la rivoluzione del 2011 chiamata dagli storici “Primavera araba” e nonostante i continui appelli da tutto il mondo,la situazione non è minimamente cambiata in quanto con l’affermazione dello Stato Islamico(Is)la libertà si è ridotta ulteriormente.

L’immagine realizzata dai creativi che hanno lavorato con l’organizzazione non governativa include una parte grafica ed una testuale.

La parte grafica è costituita esclusivamente da un braccio di una donna avvolto da un guanto giallo,mentre la parte testuale,scritta in francese,evidenzia la determinazione delle donne del Medio Oriente brave nelle faccende domestiche ma anche nel fare le rivoluzioni(riferimento alla Primavera araba nd.r.).

Anche le tonalità cromatiche,scelte dai grafici,sono espressione di comunicazione.

Il giallo,colore istituzionale di Amnesty International,richiama la felicità di un futuro migliore, invece il nero dello sfondo è la semplice evocazione dello stato del terrore in cui sono costrette a vivere la maggior parte delle donne islamiche. Ma come in ogni favola il bene trionferà sul male(il giallo offusca il nero n.d.r).

La comunicazione è completata da un rettangolo giallo con il logo dell’organizzazione e con un breve contenuto testuale dove si sottolinea l’importanza dell’eguaglianza dei diritti tra gli uomini.

Anche questa volta non ci saranno voti o analisi critiche verso una comunicazione che rappresenta lo spirito dell’Advertising Break in quanto:tutti hanno gli stessi diritti e doveri.

2 thoughts on “Advertising Break: Le donne del Medio Oriente…

  1. Hm… non mi pare un granché questa campagna, è una versione sintetica del mitico e logoro “We Can Do It!” che dal ’43 imperversa in tutte le salse 😉

    Inoltre, riguardarla a distanza di quattro anni (e questa è una sensazione personale ma, temo, molto comune), comunica grande tristezza e il senso di gelo che un’opportunità (o presunta tale) non colta lascia sempre…

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