Advertising Break: Una”macchia” chiamata corruzione.

Advertising Break:comunicare con la creatività.

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macchiata

Sin dalla sua costituzione,l’Advertising Break ha trattato tematiche sociali molto complesse che meriterebbero una maggiore attenzione da parte dei media tradizionali e digitali.

Tra tutti i temi affrontati in questi lunghi mesi,mancava sicuramente la corruzione,uno dei problemi più diffusi nella società di oggi e in particolare in alcune nazioni:tra cui l’Italia.

La pubblicità è stata realizzata in Ucraina dall’art director Gorbachevskyi che ha lavorato in modo sinergico con l’agenzia di comunicazione Cheil e con le autorità governative locali ed internazionali.

Infatti la campagna pubblicitaria è stata finanziata dal governo ucraino e dagli Stati Uniti che sono intervenuti con decisione nelle azioni governative locali dopo che la Russia ha invaso il territorio con l’intento di riconquistare i suoi vecchi possedimenti.

L’idea nasce da un dato di fatto:la corruzione è una macchia indelebile per chi accetta di vendersi in cambio di beni di lusso.

In questa immagine possiamo vedere un giovane intento a guidare. L’auto non è stata acquistata certamente con i risparmi di una vita ma attraverso loschi accordi. Infatti il volante è macchiato da una tonalità violacea che nel campo pubblicitario rappresenta spesso qualcosa di macabro e sporco.

La parte visuale è accompagnata,in alto a destra,da alcuni elementi testuali. C’è il classico slogan coerente con l’iniziativa,il logo dell’associazione e il sito internet dove è possibile reperire maggiori informazioni.

Una bella iniziativa visto che la corruzione va affrontata non solo con leggi ma anche attraverso messaggi pubblicitari di qualità.

Naturalmente anche in questo caso non ci saranno voti di analisi poiché la società ha bisogno di persone pulite che lavorano per la collettività. Per questo l’Advertising Break si schiera contro la corruzione.

9 thoughts on “Advertising Break: Una”macchia” chiamata corruzione.

  1. Ciao Angelo!

    Bella campagna, per concept e per realizzazione grafica.
    C’è da dire però che – e questo è un discorso che vale tantissimo per la realtà italiana – ci si vende non solo per beni di lusso, ma anche per altre cose meno immediatamente tangibili: un cambio di turno al lavoro, due punti in più nell’ultimo esame prima della tesi…

    Un’idea che mi è venuta in mente per una campagna simile è questa: l’immagine di tante persone comuni per strada, in una qualsiasi città, e su alcune di esse etichette quali: “ha chiesto all’amico vigile di non contestagli una multa”; “ha dato una mazzetta al sindaco perché chiudesse un occhio su un abuso edilizio”; “porta tutti i giorni il caffè al principale per farsi affidare gli incarichi più importanti” e così via 😉

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  2. Nella nostra società tecnologica, la parola “onestà” entra piuttosto a fatica, nelle menti di un popolo abituato a doversi far strada con i mezzucci. Non esiste più la meritocrazia, né la giustizia sociale, che pare essersi presa un lungo periodo di vacanza. Di campagne contro la corruzione, sia questa in denaro che in vili atti di lecchinaggio, dovremmo davvero tapezzare le nostre stanze, i nostri uffici, le nostre scuole, e non solo le vie cittadine. Bella iniziativa.

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