Advertising Break:Alcuni tocchi non ti lasceranno mai.

Advertising Break:comunicare con la creatività.

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Innocence in Danger è un’organizzazione no profit fondata nel 2000 per proteggere i bambini dalle violenze e dagli abusi sessuali.

L’organizzazione spende circa ottocentomila euro all’anno per perseguire i propri obiettivi,soldi provenienti dalle donazioni effettuate in tutto il mondo.

Innocence in Danger però ha una storia travagliata in quanto la sua sede legale era in Svizzera ma a causa di indagini condotte dalla polizia locale, la fondazione è stata costretta a trasferire la propria sede in Germania.

Qui Innocence in Danger ha continuato le sue finalità non lucrative ma è stata accusata da alcuni giornalisti di svolgere attività non trasparenti soprattutto in merito all’ uso delle risorse economiche. Il caso però è stato archiviato per mancanza di prove e il responsabile ha denunciato i giornalisti per diffamazione.

In questi anni,l’associazione ha continuato a diffondere le proprie finalità mediante lo shock advertising. Tra queste iniziative dall’impatto molto forte c’è anche questa pubblicità diffusa sul territorio tedesco e sui principali social media.

La campagna di sensibilizzazione è costituita da una serie di bambini e bambine “segnati” dalle mani viscide degli adulti. Quella che ho selezionato è la foto meno scioccante in quanto non ho voluto minare la sensibilità dei miei lettori.

Come si può vedere dalla foto,il bambino ha un’espressione tipica di chi non è consapevole di cosa stia succedendo. La parte grafica è accompagnata da una parte testuale dove si sottolineano le finalità dell’associazione e il relativo sito internet. Invece il logo di Innocence in Danger è collocato in basso a destra.

Come consuetudine per questa tipologia di comunicazione non attribuirò votazione in quanto l’Advertising Break ha l’obiettivo di valorizzare tutte le iniziative sociali ed educative in giro per il mondo. Ma visto che la pubblicità ha destato scalpore vorrei chiedere un parere a tutti voi: è possibile indignarsi per una comunicazione che mette in evidenza la malvagità di alcuni uomini?

7 thoughts on “Advertising Break:Alcuni tocchi non ti lasceranno mai.

  1. Assolutamente no!
    L’importante é non pubblicare immagini che possano toccare la sensibilità per il resto si fa bene a sensibilizzare tutti su questa terribile piaga.

    Non diamo voto ma sosteniamo questo tipo di campagna: anche i bambini van tenuti informati. Se nel vedere quest’immagini ne chiedono spiegazione beh…é necessario parlare, con le dovute parole.
    Parlare, parlare…dire senza paura.

    L’immagine é eloquente, diretta…fa male ma “regge” il messaggio.

    Grazie Angelo
    Ciao
    .marta

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  2. Assolutamente no! Sono campagne da sostenere strenuamente, a volte le immagini sono molto crude ma inevitabili affinché il messaggio arrivi dritto e ben chiaro. Però bisogna saperle spiegare ai bambini, renderli consapevoli del perché di immagini così forti e del perché sono state messe in evidenza.
    La speranza che questo serva a far cessare le violenze sui bambini è tanta e quindi ben venga anche questo mezzo di comunicazione.
    Saluti, Patrizia

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  3. Il tema è difficilissimo e la voglia di distogliere lo sguardo tanta, ma bisogna avere il coraggio di fissare il male negli occhi per sconfiggerlo.
    Comodo indignarsi per delle immagini e ignorare che sono frutto di una realtà orrenda finché si vuole, ma esistente e molto più diffusa di quanto non si creda.
    Da un pdv più tecnico, il rischio e la sfida insite in queste campagne shock è trovare il “voltaggio ottimale”, quello che imprime una giusta scossa (e quindi informazione e voglia di agire) senza indurre all’evitamento e alla rimozione… ovviamente si tratta di una soglia estremamente personale, bisognerebbe trovare il modo di sintonizzarsi su un “voltaggio medio”, magari con test su campioni di pubblico.
    Come sempre articolo interessante Angelo, lo condivido!

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    1. Grazie Stefano per i complimenti e soprattutto per il tuo intervento sempre chiaro,preciso e molto costruttivo. Condivido tutto ciò che hai scritto in quanto un test su un campione potrebbe rappresentare uno strumento ideale per correggere gli eventuali errori.

      Mi piace

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