Advertising Break:l’obesità è un suicidio.

Advertising Break:comunicare con la creatività.

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obesità

Questa settimana l’Advertising Break da spazio ad una pubblicità sociale realizzata alcuni anni fa in America per contrastare l’obesità.

Fino ad allora questo problema era diffusissimo nelle aree influenzate dalla cosiddetta dieta americana mentre oggi purtroppo l’obesità si è estesa anche in quei territori caratterizzati dalla dieta mediterranea.

L’obesità è un vero e proprio pericolo sia per quanto riguarda la propria salute,con relativi problemi cardiovascolari,sia per i bilanci dello Stato che dovranno finanziare le cure e gli eventuali costi pensionistici previsti dalle normative statali.

Per sensibilizzare i singoli cittadini,gli Stati aderenti all’iniziativa hanno diffuso questa comunicazione che si regge sulla tecnica dello shock advertising(oggi chiamato shockvertising)

Su un pavimento di un’abitazione è distesa una donna in accappatoio che regge con la mano un barattolino ripieno di cioccolatini. La protagonista è deceduta per colpa dell’obesità.

Infatti lo slogan che accompagna l’immagine non lascia alcun dubbio sulle sorti della donna.

Una comunicazione che ci insegna quanto sia importante mangiare in modo sano e corretto. Una pubblicità che sottolinea la pericolosità dell’obesità per giovani ed anziani. Un’iniziativa che deve essere premiata con il massimo dei voti.

Voto:10.

12 thoughts on “Advertising Break:l’obesità è un suicidio.

  1. Intanto l’immagine non dà per niente l’idea della gravità: vuoi per il colore dei “medicinali” (presumo) e vuoi per la bellezza della ragazza stesa a terra.
    L’obesità è un dramma sociale….L’obesità rende il corpo sformato quasi…e dov’è sta nella fotografia?
    Questa pubblicità, meglio…pubblicità progresso dovrebbe spaventare come minimo o no?
    A me quelle pillole han fatto venire in mente quei famosi cioccolatini rotondi un pò schiacciati di cui vado golosa….

    (Solo la scritta in basso a sx è chiara…:D)

    Scusa, il mio modo di commentare :D:D:D

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  2. Poi gli americani che parlano di obesità quando al contempo vendono di quanto più grasso ci possa essere nel mercato, hanno una cucina terribile…

    E’ come lo stato che fa campagne antifumo e al contempo vende tabacco.

    Questo è un altro discorso…oppure no?

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    1. Sulla cucina americana ti do pienamente ragione. Si ingozzano di hamburger,patatine fritte e ali di pollo e poi cercano di contrastare l’obesità con pubblicità sociali. Sulla lotta antifumo stendo un velo pietoso visto che non fanno nulla per eliminare il fumo dalle nostre vite(non sono fumatore).
      Per quanto riguarda la comunicazione,hai ragione forse una meno appariscente avrebbe funzionato di più. Ma gli americani sono strani 😀

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  3. Caro Angelo,

    condivido appieno la critica fatta dalla nostra collega blogger che la ragazza non essendo obesa non è l’immagine shock che ci si aspetta in una campagna pubblicitaria del genere.

    A meno di non considerare obese tutte le donne che non entrano in una TG. 42.

    Per quanto riguarda le pillole colorate, forse, c’azzeccano di più, poiché una persona gravemente obesa può morire per colpa dei famosi cioccolatini colorati tanto sfiziosi. Quelli della “Lista degli Invitati”. Ops… del menù. Tanto per intenderci!!! 🙂

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  4. L’iniziativa di contrastare l’obesità è da 10 e lode, idem lo sarebbe se si combattesse l’anoressia, che è un altro chiaro suicidio. La comunicazione adottata non è d’impatto per ciò che ha detto Tramesipensieri. Il messaggio scritto dovrebbe dominare. Penso, inoltre, che il messaggio negativo in generale produca meno effetti di uno positivo: non è terrorizzando che si convince, (vedi campagna antifumo o sul femminicidio) ma dimostrando la bellezza dell’esatto contrario.

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    1. Io non amo particolarmente lo shock advertising perchè credo che produca pochi risultati(come hai affermato anche te). Per quanto riguarda l’anoressia ci sono stati nel passato alcuni tentativi ma tutte le iniziative sono state criticate aspramente dai media. Chissà perché.

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  5. Concordo con Tramedipensieri, l’immagine non da proprio il senso di pericolo, se non fosse per le parole in basso nell’immagine non avrei mai pensato che fosse un avvertimento per l’obesità, visto anche che la ragazza non direi proprio che è obesa. Ovviamente l’iniziativa di contrastare l’obesità va premiata, ma a mio parere hanno toppato sull’immagine, non è di grande impatto.
    Ciao, Pat

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