Advertising Break: Ikea e la sua “provocazione” alla religione cattolica.

ikea

Per la religione cattolica, la domenica è il “giorno del Signore” in quanto ogni buon credente ha il dovere di partecipare alle funzioni religiose che si tengono nelle chiese di tutto il mondo.

Fino a qualche anno fa questa pratica rientrava nelle routine domenicali, ma con il progredire della scienza e della tecnologia e con i numerosissimi scandali che hanno coinvolto la Chiesa romana, la religione ha perso di “credibilità”e per tali ragioni tantissime persone hanno preferito coltivare le proprie passioni nell’ unico giorno libero della settimana.

Spesso le passioni degli uomini si concentrano nel consumismo e nell’ acquisto di beni e/o servizi non strettamente necessari. Questa nuova moda è stata lanciata dai grandi centri commerciali che con il loro potere persuasivo sono in grado di muovere intere generazioni di individui.

Tra le grandi catene commerciali c’è anche Ikea, noto brand svedese che si è affermato sul mercato e in particolare nel settore degli arredamenti.

È proprio questo marchio ad essere il protagonista dell’ Advertising Break di questa settimana.

La pubblicità in questione rappresenta un vero e proprio atto provocatorio nei confronti dei credenti. Infatti due chiodi sono stati piegati e disposti in modo tale da costituire una croce, simbolo della cristianità e della religione cattolica.

Il logo è collocato in basso a destra ed è accompagnato da uno slogan francese che ricorda ai lettori dell’ apertura “straordinaria”.

In Italia questo tipologia di pubblicità sarebbe stata sanzionata dall’ istituto di autodisciplina pubblicitaria in quanto viola l’ articolo 10 del codice.

Da un brand come Ikea mi aspettavo una comunicazione più creativa e meno provocatoria perché seppur non sono credente, ho trovato questa pubblicità poco efficace.

Per questo i creativi che hanno lavorato per il colosso svedese vengono rimandati. Bocciatura totale.

Voto:2.

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29 thoughts on “Advertising Break: Ikea e la sua “provocazione” alla religione cattolica.

      1. Soltanto spero non si crei allarmismo per nulla, è fuori luogo ma credo ci sia da capire che non hanno fatto discriminazioni o attacchi, è semplicemente un’idea poco felice. Adesso non si dica che Ikea ce l’ha con la Chiesa! Ci vuole un attimo a far partire la polemica…

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      2. comunque quelli di Adotta un Ragazzo mi hanno “attaccato” su Twitter perchè l’ articolo aveva delle notizie non veritiere. Nel momento in cui ho detto di aver utilizzato anche io la piattaforma e che avevo vissuto quella esperienza loro si sono chiusi a riccio e non mi hanno più risposto. 😀

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  1. Non capisco perchè se si tratta di religione è concesso provocare fino all’estremo (vedasi Charlie Ebdo) assurgendo alla libertà di pensiero/parola, mentre se si dovesse anche solo azzardare la propria opinione verso l’orientamento sessuale si viene tacciati di discriminazione, razzismo, omofobia e compagnia bella.
    Forse l’orientamento religioso ha qualcosa di meno di quello sessuale, per cui può esserci mancanza di rispetto?

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    1. Forse perché molti pensano che la libertà di pensiero sta proprio nell’ attacco alle religioni. Il credo religioso è qualcosa di individuale che va rispettato a prescindere dalle proprie convinzioni. Poi qual è il filo logico che collega la religione ad Ikea??Nessuno…

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      1. In realtà nella logica del commercio, come tu spieghi, esiste un legame… In poche parole marina la giornata on chiesa e vieni a comprare da noi. Se non sbaglio da qualche anno a questa parte i centri commerciali sono aperti tutto il giorno, tutti i giorni, e, chi ha la domenica libera, forse è proiettato più per un giro in centro piuttosto che ascoltare un’ora di messa. Solo che non capisco perchè la libertà di religione ha minor tutela rispetto ad altre libertà.

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      2. La religione di secoli addietro aveva lo scopo di sottomettere gli ignoranti per trarne potere e ricchezza. Oggi non lo è più, esistono gli estremisti che fanno dei libri sacri il loro pane quotidiano. Ma se io sono credente, perchè un’azienda atea deve sfottermi sul mio credo? che poi in fondo guarda bene. Due chiodi a mò di crocifisso. I chiodi richiamano comunque al martirio del Cristo. Comunque la giri un credente la vede come un’offesa.

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  2. Ikea e il commercio sarebbero una nuova chiesa? un messaggio che a me non piace per quanto non abbia nulla a prescindere contro la chiesa e trovi questo manifesto meno blasfemo di altre provocazioni religiose.

    caro Angelo un piccolo appunto:
    quelle dell’immagine sono delle chiavi a brugola, quelle che ci regalano assieme alle viti del kit del prodotto, e sono uno dei simboli del montaggio autonomo da parte del cliente che caratterizza l’ikea.

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    1. Grazie mille della precisazione, non sono un esperto di Ikea perché non rientra nei miei gusti commerciali. Per quanto riguarda l’ attività di comunicazione, Ikea ha sempre fatto pubblicità intelligente ma questa volta ha toppato

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  3. condivido in pieno questo articolo Angelo. Non mi piacciono i centri commerciali, che reputo contenitori di assenze e di consumismo, e assolutamente non piace questo modo becero di pubblicità che infanga e deride chi ha fede e crede (e te lo dice uno che non è che sia propriamente un assiduo praticante). Rimane l’onta di sentirsi usati e circuiti e non mi riferisco solo a questa ennesima “bravata”. Rimpiango le piccole botteghe della mia infanzia, quando andare a fare la spesa era una necessità (tra l’altro il rapporto umano era tutt’altra cosa) e non un’abitudine che interiorizza frustrazioni. Preferisco restarmene a casa e leggermi un buon libro invece che andare a passeggiare senza meta tra cotillon e chimere. Ciao e grazie

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  4. Voto 1 perchè sono un’insegnante di mano larga… Coi simboli religiosi, di qualsiasi religione, non è bello scherzare o ironizzare.
    Il messaggio che potrei leggere, tanto per alleggerire un attimino, è anche :fatti il segno della croce quando devi montare un pezzo ikea perchè non è così facile come sembra!

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